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[MILANO] Bosco Verticale e Porta Nuova

1 dicembre 2016

Milano è ormai diventata una normalità strana da descrivere, non ci abito ma fa parte della mia vita, e ogni volta che arrivo c’è sempre quell’emozione di entrare in una realtà molto diversa da quella a cui si è abituati.

Ho avuto l’occasione di vedere una parte di Milano a cui sono particolarmente legato da una prospettiva privilegiata: il famoso bosco verticale.

Da uno degli ultimi appartamenti del complesso, in cui risiedono personaggi di spicco, la visuale sul nuovo quartiere di Milano (Porta Nuova) è fenomenale.

Questo è indubbiamente il balcone più moderno d’Italia, dove lo skyline, per un secondo, ci fa immaginare di essere oltreoceano dove palazzi del genere sono all’ordine del giorno (leggi il mio articolo su New York!).

Mai mi sono sentito in un altro paese mentre mi trovavo a poco meno di 60Km da casa.

Nonostante le critiche di qualche Milanese dopo la pubblicazione delle mie foto penso che la convergenza verso la modernità architettonica non può che essere una nota positiva, se ben realizzata:

E’ incredibile come pensando a Milano possiamo immaginarci la modernità dei grattacieli e nel frattempo pensare alle tante altre attrazioni culturali e storiche che la città offre.

Personalmente, questa doppia faccia contrastante mi piace molto.

 

Casetello Sforzesco che prende spazio tra la spaccatura della Unicredit Tower con gli uffici ancora illuminati


Il Palazzo Unicredit che con i suoi riflessi si mimetizza nella classica Milano di cui si vede bene il Duomo e la Galleria

Innegabilmente stiamo parlando del cuore economico e finanziario del nostro paese dove il settore terziario non vuole nascondersi in anonimi palazzi ma spiccare su tutto il resto, dimostrando tutta la sua forza.

 

Milano è la città della frenesia, dell’uomo con la ventiquattrore che corre in metrò, delle ragazze vestite sempre come se fossero su una passerella, delle discoteche, dei locali, dei navigli, dei tram gialli e delle mille culture.

E’ facile criticare una città come Milano quando vivi la sua frenesia ma, inevitabilmente, quando torni a casa un po’ ti manca sempre: come mi ripeteva sempre mia nonna, che a Milano ci è vissuta una vita:

Lassa pûr ch’el mund el disa ma Milan l’è on gran Milan

(Giovanni D’Anzi)

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